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Don Luigi Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione scomparso un anno fa, è stato riconosciuto fondatore anche di una congregazione religiosa femminile, le Suore di Carità dell’Assunzione il 17 gennaio 2006 dalla Santa Sede.


L’Istituto religioso delle Suore di Carità dell’Assunzione è stato eretto nel 1993, con Decreto pontificio, come Istituto autonomo distaccato da quello delle Piccole Suore dell’Assunzione, nel quale, dagli anni 60, erano entrate numerose giovani provenienti da Cl. Don Giussani era rimasto molto colpito dalla semplicità e dalla carità che quelle suore vivevano e aveva riconosciuto una sintonia col suo modo di intendere e vivere la vita cristiana, così che aveva indirizzato a quella esperienza le vocazioni che sorgevano nel suo movimento più sensibili all’aspetto della carità. Le vicende ecclesiali del post-Concilio portarono a una progressiva differenziazione, culminata nella nascita di una nuova famiglia religiosa, che  ha trovato in don Giussani la guida per vivere oggi il carisma del fondatore, padre Stefano Pernet, vissuto in Francia nell’800.



Colpito dalla miseria materiale e morale in cui versavano le famiglie operaie e dalla loro lontananza dalla Chiesa, padre Pernet diede vita a un’opera in cui delle donne consacrate si mettevano a servizio della famiglia, condividendo il bisogno concreto attraverso le cure al malato e il servizio domestico, testimoniando così l’amore di Cristo presente nella Chiesa e ridestando la fede per mezzo della carità. Era fin dall’inizio un’opera apostolica, tesa, come diceva il fondatore, a «rifare un popolo a Dio». Le Suore di Carità dell’Assunzione continuano oggi la stessa missione, tenendo conto dei mutamenti della società che spesso rendono necessario inserirsi, con la loro fisionomia propria, nella rete di servizi degli Enti Locali.



La loro opera è rivolta alla famiglia, mediante un lavoro a domicilio di assistenza ai malati, ai bambini in difficoltà, agli anziani, avendo sempre presente la dignità della persona, degna di stima per il solo fatto che esiste. Ne nasce l’avventura affascinante della condivisione, in cui l’uomo è valorizzato perché voluto e amato da Cristo e la sua storia ha un senso perché ha un destino di speranza. L’Istituto è costituito oggi da un centinaio di suore. 



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